La società di noleggio prevede per l’inizio del 2008 di avere 3400 Toyota Prius a disposizione dei suoi clienti statunitensi (fonte: Washington Post). Le prime mille arriveranno di qui a poche settimane.
L’auto ibrida di Toyota, prima nel suo genere ad essere venduta in quantità massiccia al consumatore finale, ha ormai negli States raggiunto una notevole popolarità. Si fa sempre più strada - almeno in alcuni ambienti - l’idea che il grosso SUV o l’hummer da pappone di turno, siano ormai appannaggio solo di cafoni arricchiti, a differenza di un auto “ecologica”, che - magari nelle varianti più lussuose come il suv ibrido Lexus - aspira a diventare status symbol di una certa upper class intellettuale.
In realtà, e senza volerci addentrare in questo tipo di logiche, è indubbio che la piccola ibrida di casa Toyota abbia rappresentato una vera rivoluzione in un mercato come quello statunitense tradizionalmente poco attento all’efficienza energetica. Probabilmente tante nostre city-car europee di piccola cilindrata sono in grado di consumare a velocità costante quanto l’ibrida giapponese, ma non potranno mai arrivare alla sua efficienza complessiva (considerando il recupero di energia in frenata, e l’uso del motore solo quando serve che consente risparmi non solo di benzina ma anche in termini di emissioni in città), e penso che sicuramente quella degli ibridi (sopratutto quelli elettrico-metano e simili) sia una strada da percorrere.
Immagino che a livello di immagine questo ordine sia importante per la casa Giapponese, che anche grazie al suo impegno in tema di efficienza energetica ha conquistato negli ultimi anni una crescente quota di mercato e di profitti a tutto svantaggio di Ford e GM che continuano a registrare perdite. Queste stesse case automobilistiche locali probabilmente ancora non hanno imparato niente, visto che continuano a fare lobby ed esercitare pressioni per evitare che entri in vigore (nel 2011 !) una norma anti-inquinamento che sarebbe severa solo un terzo rispetto alle norme che già adesso abbiamo in Europa. Al momento infatti - almeno a livello federale - le regolazioni anti-inquinamento negli usa sono inferiori finanche a quelle cinesi. Questi sono fatti che si commentano da soli.