Torna “Carosello” ?

Beh, può darsi, almeno come idea di fondo: leggevo sul New York Times, che Google ha siglato l’accordo più costoso ad oggi per la realizzazione di contenuti pubblicitari per il web.

Seth McFarlane, l’autore delle popolari serie animate Family Guy (I Griffin) e American Dad realizzerà infatti una serie di 50 piccoli cortometraggi animati di uno-due minuti l’uno che verranno mostrati in abbinamento al marchio del cliente di turno su alcuni siti web facenti parte della rete degli inserzionisti google, oppure direttamente all’apertura di un sito web: la novità che vedo rispetto ai format tradizionali è per l’appunto la realizzazione di contenuto originale che il visitatore medio possa essere realmente interessato a vedere, andando oltre questa moda del “viral” che sta iniziando a diventare un po’ trita oltre a raggiungere comunque un pubblico sempre di nicchia.

Stando all’articolo si tratta della campagna web più costosa commissionata fin’ora al colosso di Mountain View (sono lontani i tempi in cui era solo un motore di ricerca, vero ?), il che dimostra il salto di qualità in certe strategie di comunicazione.
Insomma i sospetti che i budget pubblicitari si stiano spostando sempre più dalla televisione a internet, media davanti al quale quasi metà della popolazione passa una parte del proprio tempo libero, trovano sempre più conferma. Io sono tutto fuorchè un esperto del settore, ma non è troppo difficile prevedere cosa significa un’evoluzione in questo senso: una internet sempre più commerciale e una televisione generalista sempre più squallida e con contenuti adatti a incontrare principalmente il gusto di quelle fasce della popolazione meno scolarizzate e più lontane dai nuovi media.

zoom zoom zoom

A chi si fosse appassionato alla storia dell’acquisto dell’auto nuova: alla fine dopo lunga riflessione ed estenuante giro di preventivi ha vinto una outsider che non avevo valutato nel novero iniziale delle pretendenti perchè la ritenevo troppo costosa: la Mazda 2 . Alla prova dei fatti invece il concessionario mi è venuto incontro con un mega-sconto, tanto che alla fine la pago 100 euro meno del miglior prezzo che avevo avuto per la Agila e mi ritrovo con un’auto di segmento superiore. Ora comincia l’attesa, speriamo bene :-)


Uguale a quella in foto per modello, porte, colore, esclusi i cerchi.

Edilizia popolare originale

Le case sociali non sono necessariamente un simbolo di pessima edilizia e di degrado, più di una volta sono state il banco di prova per idee architettoniche abbastanza ardite, e se non tutte le idee sono andate a buon fine alcuni complessi di edilizia popolare hanno segnato l’architettura di interi quartieri in maniera non negativa.

Non ha forse tanta ambizione questo complesso di case popolari in Slovenia - completato circa un anno fa, dopo che il progetto aveva vinto un concorso appositamente indetto qualche anno prima - visto che ricalca tutta una serie di idee molto anni ‘60, inclusi alcuni progetti modulari come Habitat’67 di Moshe Safdie, ma ha una peculiarità interessante: la struttura ad alveare sfrutta infatti in maniera massiccia la ventilazione naturale (le case sono sul mare) per migliorare l’isolamento termico, un problema che i progettisti dovrebbero tenere oggi giorno sempre più in considerazione ai fini del risparmio energetico.

Subire l’inflazione

I prezzi delle materie prime continuano ad aumentare: ai prezzi correnti dell’acciaio ad esempio persino la vecchia ItalSider che c’era a Bagnoli avrebbe potuto realizzare cospicui profitti su questa nuova ondata inflazionistica - è notizia di ieri che la cina ha rinegoziato alcuni contratti con incrementi di prezzo del minerale ferroso grezzo tra il 60 e più del 90% rispetto all’anno scorso -
Per non fare menzione delle acciaierie smantellate in Germania e vendute in blocco a due soldi per essere ricostruite in Cina solo tre o quattro anni fa: il che è abbastanza ironico vista tutta l’enfasi che abbiamo messo nell’eliminare la nostra industria pesante negli scorsi trent’anni, non vi pare ?

Una casa ecologica sotto i 99mila$

Negli Stati Uniti qualche tempo fa è stata indetta dalla Rice Design Alliance una gara per progettare una casetta eco-compatibile (ovvero costruita senza materiali tossici, termicamente isolata in maniera adeguata, ecc.) di 130 metri quadri che - incluse le licenze edilizie e senza il costo del lotto di terra - stesse sotto i 99 mila dollari, ovvero circa 75mila $ di costi di costruzione a Houston dove il progetto prenderà effettivamente vita (il costo totale considerato anche il costo di un pezzo di terra in periferia, in Texas pare particolarmente economico, dovrebbe stare ampiamente sotto i 150mila dollari, cioè meno di 100 mila euro).


Qui sopra le foto del progetto vincente.
[Via TreeHugger]

Scegliere un’auto nuova

La mission impossible del nuovo millennio.

Devo acquistare un’automobile nuova, che detto da me fa un po’ strano, ma del resto finchè non vado a vivere in qualche civile città nordeuropea con efficace e puntuale rete di traporto pubblica mi è proprio indispensabile.

Abitassi in un posto dove si puo’ vivere coi trasporti pubblici, secondo i calcoli che facevo con un amico converrebbe di più fare l’abbonamento ai mezzi pubblici, andare in giro in taxi ogni volta che serve e noleggiare un’auto o un furgone quando è proprio indispensabile (vacanze, acquisti ingombranti, ecc) potendo scegliere di volta in volta il veicolo migliore, e non dovendosi preoccupare di costo d’acquisto, tasse, manutenzione, furti, danneggiamenti, assicurazioni, ecc.

Purtroppo non vivo ancora in una situazione ideale del genere, sicchè ho fatto i miei compiti a casa e ho iniziato a guardare tutte le caratteristiche delle varie automobili, i prezzi, le promozioni. In un’altra vita sono stato parecchio appassionato di motori e di meccanica quindi la cosa non mi causa grandi difficoltà.

Non avendo marmocchi da portare a spasso (che poi i miei nonni hanno tirato su benissimo famiglia anche con la bianchina, e i miei genitori con la 205: come probabilmente i vostri, quindi questa gente che si compra la station wagon o il monovolume al primo figlio mi fa un po’ pena) mi sono orientato verso una utilitaria.

Anche se ho il garage il problema del parcheggio in centro è abbastanza serio, le auto sotto i 4 metri oggi giorno sono sicuramente più sicure di un macchinone di 10 anni fa, e i soldi spesi in un’ammasso di metallo che ci porta dal punto A al punto B perdendo il 20% del valore ogni anno sono probabilmente quelli peggio spesi nelle nostre vite: tutte ragioni che mi fanno classificare l’acquisto di una berlina costosa come inutile.

Tra le utilitarie il mio primo pensiero era quello di acquistare la Panda a metano (Natural Power), sembra comoda, non è bruttissima, la manutenzione è economica, certo è molto lenta ma sopratutto non è alimentata con un derivato del petrolio così sono andato a vedere quanto costa.

Chiavi in mano il prezzo di listino sta intorno ai 15mila euro se ci vuoi l’aria condizionata (come se in Italia fosse un’alternativa), che è un prezzo folle, considerando che con quella cifra ti ci compri quasi una Alfa 147 e che la stessa auto se la compri a benzina (nella versione con 20 cavalli in più per giunta) e ci fai mettere il metano in aftermarket costa solo 12.500 dai conti che mi sono fatto. Insomma a meno che non ci sia qualcosa che mi sfugge questi speculano proprio su chi vorrebbe fare una scelta ecologica ? Ma sono matti ? Visto che è fatta in Polonia non puoi neanche dire “vabbè almeno dai lavoro agli Italiani acquistandola”, quindi i miei soldi non li vedono.

Sono andato a guardare la Volkswagen Fox che fanno anche GPL (una scelta comunque ecologica anche se non buona quanto il metano visto che il GPL è comunque un derivato del petrolio), ma a parità di cavalli è troppo grande di cilindrata (1.4, l’assicurazione si frega le mani) e il concessionario non sembrava interessato a vendere in generale (spocchioso!).

La Renault Twingo pareva una buona scelta, economica e disponibile anche in versione GPL, ma poi ho letto che Renault pare l’azienda automobilistica con il prezzo dei ricambi e l’assistenza più cara in assoluto al momento in Italia, e ci ho ripensato un po’.

Alle coreane dopo una orrenda esperienza di mio padre, non mi ci avvicino neanche col pensiero.

Peraltro quando si parla di auto io sono un fanboy giapponese, al momento guido una Toyota Corolla di cui sono entusiasta, d’altro canto la nuova Toyota Aygo è una 107 rimarchiata e non sono sicuro che la qualità sia più quella della mia vecchia Tokyo Eyes, la Yaris è troppo cara e pure in cima alle classifiche dei furti, percio’ esito.

Così alla fine forse mi comprerò una Opel Agila che non è tanto piccola (3,74m), non è tanto brutta, non è tanto costosa, i prezzi di ricambio sono a buon mercato e le officine sanno metterci le mani sopra, non sembra neanche costruita così male e ha l’esp di serie. Magari se riesco eviterei il 1.0 da 3 cilindri che a sentirlo in moto viene la tristezza, e opto per il 1.2, poi vedrò se mi converrà metterlo a metano o a gpl, o lasciarlo così. Cosa volete la vita è fatta di compromessi.

Tra l’altro ho notato che tutti questi modelli che ho citato li fanno ancora con una cosa fastidiosissima: i freni a tamburo dietro che non frenano niente, cigolano, si rompono facilmente, ora vabbè che il freno dietro serve a poco ma dico io è una cosa assurda: siamo nel 2008 e ancora non mettere 4 dischi di serie su tutte le automobili ? Cosa vi costa, 20 euro ?

Penso che mi farò una ragione anche di questo, comunque.

Sala d’attesa

Sono in sala d’attesa dal dentista e sto provando l’interfaccia mobile di m.wordpress.com col blackberry.

Ogni volta che sono in sala d’attesa mi vengono idee geniali (al momento sembrano tali) su qualche nuovo argomento di cui parlare sul blog che poi inevitabilmente a mente fredda dimentico, o reputo inutile.

Mi capita spesso anche quando sono sotto la doccia,per dire.
In sala d’attesa però ci sono solo pessime riviste che parlano dei matrimoni dei VIP, che è una differenza sostanziale (in peggio) rispetto al rilassante scroscio dell’acqua.

Del resto se uno pensasse davvero prima di scrivere ciascun post ci sarebbero un decimo dei blog esistenti, ognuno contenente circa la metà dei post: e qui ne sto dando la dimostrazione.

Fisso o Variabile ?

Mi sono trovato recentemente a rispondere alla domanda di un amico che vuole acquistare una casetta sull’opportunità o meno di sottoscrivere un mutuo a tasso fisso, o variabile.

Io non sono certo un esperto, ma tutt’ora il modo più ragionevole per indebitarsi mi sembra il tasso fisso, che è quello che gli ho raccomandato: probabilmente la cosa sembrerà strana a quei tanti che hanno avuto l’idea idiota di scegliere un variabile finanche nel punto di minimo storico dei tassi di interesse al posto che consolidare la congiuntura favorevole con un fisso, ma in realtà credo davvero ci siano ancora margini di salita dei tassi.

La crescita continua e inarrestabile delle materie prime e i timori delle banche centrali ci segnalano chiaramente che i timori inflazionistici e di “trappole della liquidità” sono oggi più forti che mai: probabilmente il futuro ci riserva una fase inflazionistica e un ulteriore rialzo dei tassi.

Al di là dello scenario macroeconomico, se io ho una capacità di reddito X e decido come sopportabile una rata al massimo di Y, mi sembra particolarmente ragionevole indebitarsi a questo “limite tollerabile” solo ed esclusivamente a tasso fisso. Se la rata già a tasso variabile è pari a quella che sono disposto al massimo a tollerare, sto compiendo un azzardo notevole, sopratutto su un orizzonte temporale così lungo: significa che al primo problema bisognerà rinegoziare, sostanzialmente indebitarsi a vita con gli interessi che continuano a crescere.

Ho notato peraltro che la difficile situazione economica sta iniziando a far venire fuori parecchi prodotti di “ingegneria finanziaria”, che sebbene mi sembrino poco adatti alle famiglie, sono a volte interessanti: ad esempio presso alcune banche ho letto che è possibile sottoscrivere un mutuo in YEN giapponesi, un paese dove i tassi sono particolarmente bassi e dove il trend discendente della valuta rispetto alla nostra sembra perdurante.

Bisogna stare pero’ attenti che un eventuale prodotto del genere, oltre a presentare elevate commissioni di negoziazione e spese ricorrenti (fosse solo per la regolare conversione della valuta che va operata), sottopone ai due rischi presenti (quello di cambio e quello di tasso) non solo la rata ma TUTTO il capitale dovuto, ed è quindi adatto solo a chi abbia una attitudine parecchio speculativa.
Va detto che su una durata molto lunga, con una rata che qui costerebbe 1000 euro al mese si puo’ pagare anche 800, alle condizioni di mercato attuali …

(mi premuro di ricordare ad eventuali visitatori casuali che questo post è una semplice opinione di un perfetto sconosciuto e non costituisce servizio di consulenza finanziaria)

Giornata dello sfogo inutile

Oggi indico la mia personale giornata dello sfogo libero (quanto inutile) :

1) Se la Romania è così cattiva come squadra che l’Olanda ci puo’ perdere solo a farlo apposta, perchè non l’abbiamo battuta noi ? Andiamo, SONO STANCO di sentir parlare del biscotto tra Olanda e Romania!  Anzitutto del calcio non me ne frega niente, e in second’istanza perchè diamine non ci concentriamo mai sul fare bene NOI invece che dipendere dagli altri. E poi, dove sta scritto che vinceremo contro la Francia ??? Lo danno tutti per scontato.

2) Deve essere vero quello che ho sentito dire recentemente a Zucconi in un intervento radiofonico a proposito dell’esame per l’accesso alla professione di giornalista - che sarebbe di difficoltà simile al mangiare un gelato senza sporcarsi il naso - se ti ritrovi a leggere, a proposito dell’aumento del prezzo del diesel alla pompa, cose del tipo “non si capisce come la versione meno raffinata del petrolio possa costare quanto la benzina”.

Vogliate avere pazienza se io non riesco proprio a tacere su certe cose ma è più forte di me, più passa il tempo e più si senton stupidaggini su una cosa semplicissima come la questione del petrolio (e in generale delle materie prime).

Iniziamo dalle basi, “L’economia è la scienza sociale che si occupa di analizzare come la società gestisce delle risorse scarse”: ovviamente se le risorse non fossero scarse vivremmo nel paese di bengodi e questa scienza (che non è esatta) non avrebbe senso di esistere.

Legge della domanda e dell’offertà: più un bene è scarso più ha valore. Altrimenti l’oro non sarebbe un bene rifugio, fin qui penso sia chiaro.

Secondo anno di università (2001), prima lezione del mio professore di economia aziendale, tale Enrico Viganò di cui ricorderò sempre questa frase: “mai confondere l’economia con il buon senso”, che è una cosa che in effetti accade spesso.

Ecco, partiamo da queste apparenti banalità per osservare delle cose che sono sotto gli occhi di tutti:

- Il petrolio è un combustibile fossile, come il carbone del resto, cioè sono serviti milioni di anni perchè si generasse, quindi analizzato in un intervallo temporale ristretto è una risorsa esauribile, e sta finendo.

- Più diventa scarso, più i paesi produttori non hanno convenienza ad aumentarne la velocità di estrazione: a parità di offerta, e con una domanda in crescita il prezzo aumenta. Salvo fluttuazioni di breve periodo non avremo mai più petrolio a buon mercato, bisogna farsene una ragione.

- Il professore di educazione tecnica in prima o seconda media (scuola dell’obbligo) insegna ai bambini come si raffina il petrolio grezzo, ciò avviene attraverso un procedimento definito “cracking” attraverso il quale si ottengono tutta una serie di prodotti in proporzioni più o meno fisse. Questo vuol dire che da un barile di petrolio si fanno pressappoco X litri di benzina, Y di gasolio, Z di olii pesanti e così via.

- Se tutti acquistano una automobile diesel, ovviamente aumenterà la domanda di gasolio, ma del resto da un barile di petrolio grezzo non si puo’ produrre solo gasolio, la proporzione dei prodotti grezzi-raffinati con qualche differenza rimarrà sempre quella = offerta più o meno costante.

- Ne deriva che a parità di offerta più la domanda aumenta, più il prezzo del gasolio sale, anche se in teoria è un prodotto meno raffinato della benzina.

3) Lasciatemi due righe per dire un’altra ovvietà: il nucleare non è una fonte rinnovabile, e non è neanche pulita. Che possa essere opportuno o meno impiegarla è un lungo discorso, bisognerebbe chiedersi perchè praticamente nessun altro paese europeo sta costruendo nuove centrali, constatare che l’uranio a questo ritmo in un centinaio d’anni sarà finito (il suo prezzo è già raddoppiato) e finchè non scoprono una maniera migliore per trattarlo porrà sempre il problema dello stoccaggio eterno delle scorie, ecc ecc.

Dopo queste discussioni si potrebbe decidere di impiegarlo lo stesso ma NON è energia pulita. Non nel senso tradizionale che si attribuisce alla parola. Tantomeno rinnovabile.

Perchè diamine i nostri politici si sono opposti ai campi eolici sull’adriatico ?? Perchè non pensiamo a queste cose, invece ?

Da Capo

Dal 6 Giugno e fino al 28 Settembre di quest’anno al Museo di arte contemporanea di Barcelona c’è una esposizione di Francesc Torres, se passate da quelle parti andateci assolutamente: vale la pena. Ad accogliervi peraltro al secondo piano troverete un installazione permanente di Antoni Tàpies che da sola vale la visita.

Non l’ho aggiunto al precedente post di annotazioni su Barcelona perchè non c’ero ancora andato, il mercoledì infatti al MacBa c’è la giornata del visitatore e si paga meno della metà del biglietto d’ingresso ;-) così è stata una delle mie ultime tappe.

Tuttavia se dovessi consigliare qualcuno su due cose imprescindibili da fare in una sola giornata nella capitale Catalana, nonostante le numerose attrattive, raccomanderei una visita con audioguida alla Casa Battlò di mattino (all’apertura non c’è coda, e la luce è eccezionale), e poi dopo una puntatina alla suddetta mostra, per l’appunto.

Visto che la Catalunya, tra la sua capitale e tutta la costa brava, è una meta particolarmente frequentata dagli Italiani, magari a qualcuno l’informazione tornerà utile.

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